Reni

Giornata Mondiale del Rene

Il 14 Marzo è’ la giornata mondiale dedicata ai malati di reni. Questa è una delle tante giornate mondiali istituite per sensibilizzare il grande pubblico non soltanto alle malattie che affliggono una consistente fetta di popolazione, ma anche per far conoscere gli ostacoli che devono affrontare quotidianamente.

I malati di reni stanno attraversando dei momenti sempre piu difficili non solo per la loro condizione di salute, non soltanto per il tempo forzosamente dedicato alle macchine di dialisi che li tengono in vita. Il sistema sanitario in Italia, pur potendo vantare delle eccellenze a livello mondiale, non è nel complesso tra i migliori in Europa. Il governo attuale ha ribadito con forza di non voler apportare ulteriori tagli al bilancio della sanità pubblica (seguire link).

Parole rassicuranti, ma i problemi della sanità italiana sono ormai strutturali e decenni di tagli alla ricerca, alle università e alla sanità stessa hanno inevitabilmente ridotto l’efficienza dei servizi ai pazienti che quotidianamente combattono una battaglia già molto difficile.

Giornate come questa sono anche indispensabili per far conoscere la storia di malati renali che hanno solitamente un scarso riverbero dai media: Ad Iglesias, per esempio, i pazienti hanno protestato rifiutando le cure per il trasferimento del reparto in un secondo edificio lontano dal centro di rianimazione. Discutibile decisione che sicuramente aumenta il pericolo e il disagio per i pazienti più a rischio, e potrebbe indicare una potenziale chiusura del reparto dedicato alla dialisi, leggi qui.

Tuttavia in mezzo ai disagi e ai tagli c’è chi ancora lavora per migliorare le cure disponibili a chi soffre di patologie ai reni, cercando innovazioni che aumentino le aspettative di vita dei pazienti ma anche la loro qualità di vita e in generale la loro dignità. A Padova di recente è stato eseguita la prima operazione di espianto del rene con un avveniristico intervento di chirurgia robotica (seguire link per l’articolo)

Fortunatamente non si fa ricerca e innovazione solamente nel nostro paese. Per chi è costretto a sottoporsi a dialisi, le novità’ arrivano anche dai paesi esteri che non si sono visti ridotti all’osso i fondi alla ricerca che limitano pesantemente le potenzialità nostrane: fuori dall’Italia c’è chi sta puntando sullo sviluppo di macchine da dialisi personali con prezzi accessibili e costi giornalieri ridotti. L’ Australiana Ellen Medical Devices ha creato un prototipo portatile di macchina da dialisi dal costo di 850$ USD (link), abbastanza piccola da essere trasportabile in una normale valigia dando quindi al paziente una mobilità e un’autonomia sino ad oggi inarrivabile.

Tuttavia questa macchina per dialisi portatile è entrata in fase di sperimentazione clinica solo nel 2018 e ci vorranno almeno un paio d’anni per valutarne la sicurezza e l’efficienza di dialisi e ottenere quindi dei risultati concreti.

Nel frattempo si tenta di snellire e normalizzare le norme che regolano le procedure di dialisi a livello europeo ed extra-europeo, cui si devono sottoporre quelli che hanno bisogno delle cure necessarie. La lista dei requisiti ed informative necessari è fornita dal sito dell’Associazione Nazionale Emodializzati Dialisi e Trapianto. Per avere maggiori informazioni a riguardo la dialisi all’estero seguite questo link.

Sebbene queste difficoltà e questi disagi siano dolorosamente noti a chi ne soffre, va detto che le malattie renali son ben più frequenti e comuni di quanto si sospetti (si stima che circa il 10% della popolazione dei paesi industrializzati soffra di uno scompenso più o meno grave ai reni) e che, come accade per molti altri disturbi e malattie, spesso i primi sintomi appaiono solo quando il problema è ormai radicato. E’ quindi utile sapere come interpretare al meglio i segnali lanciati dal nostro corpo per poter intervenire prontamente e con la massima efficacia. Teniamo conto che quando appaiono i primi sintomi il rene ha già perso gran parte della funzionalità, sino al 90%. Uno scompenso renale che si cronicizza diventa una brutta gatta da pelare e porta alla progressiva perdita della funzionalità renale, con conseguenze molto pesanti sulla salute e talvolta sulla vita di chi ne soffre.

Se un problema renale ai primi stadi è asintomatico, è anche vero che regolari controlli alle urine e al sangue (il test più significativo è forse il livello di creatinina nel sangue) possono individuare le varie patologie sul nascere, momento più adatto per correre ai ripari. Occorre anche tenere sotto controllo le patologie correlate che accompagnano o causano gran parte dei danni ai reni: si stima che almeno un quarto delle complicazioni renali siano una conseguenza diretta dell’ipertensione arteriosa, mentre il diabete è la principale causa dei danni ai reni, con un terzo dei casi dovuti a questo.

Anche infezioni e infiammazioni possono danneggiare i reni, così come l’uso scorretto ed eccessivo di alcuni farmaci.

Come dice un vecchio adagio: prevenire è meglio che curare. Ricordiamo che diabete ed ipertensione arteriosa portano con sé diverse pesanti complicazioni oltre alle già citate problematiche renali e che quindi vanno trattate come si conviene.


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